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Paragrafo 3 . L'isolazionismo e la mentalit degli "anni ruggenti".

     
In   politica   estera   l'amministrazione   repubblicana,   cambiando
completamente  linea rispetto ai democratici, assunse un atteggiamento
isolazionista,  le  cui  manifestazioni pi  significative  furono  il
rifiuto  di  prendere parte ai lavori della Societ delle nazioni,  la
mancata ratifica dei trattati di pace di Parigi e l'adozione di  leggi
contro l'immigrazione.
     Espressione  dell'isolazionismo fu anche  la  rigida  difesa  dei
valori  della  societ  americana, che, oltre ad  essere  legata  alla
intolleranza  e  ai  pregiudizi tipici della parte  pi  conservatrice
dell'opinione   pubblica,  era  stata  alimentata   dalla   precedente
amministrazione. Infatti, nel 1917, al momento dell'entrata in guerra,
il  presidente  Wilson,  per ottenere il massimo  consenso  possibile,
aveva promosso una vasta propaganda, che si era poi trasformata in una
specie  di  "crociata" patriottica contro tutti  coloro  che  potevano
essere  sospettati  di  spionaggio o  pi  semplicemente  accusati  di
indifferenza e di scarsa partecipazione. Si diffuse cos una specie di
conformismo  nazionalista, che continu anche  dopo  la  guerra  e  si
concretizz   in   provvedimenti   specifici,   come   quelli   contro
l'immigrazione  e  contro la fabbricazione e  la  vendita  di  bevande
alcoliche,  e  raggiunse  punte di estrema violenza  con  le  sommosse
spontanee contro i comunisti o i sospetti tali e con l'attivit del Ku
Klux Klan.
     L'afflusso  di  immigrati, che durante la guerra  era  diminuito,
torn ad essere elevatissimo (800.000 immigrati dal giugno del 1920 al
giugno del 1921, in gran parte dall'Europa meridionale e orientale)  e
a provocare una crescente tensione sociale. La parte pi conservatrice
dell'opinione  pubblica  riteneva che l'immigrazione,  in  particolare
quella  dai  paesi  non  anglosassoni, fosse pericolosa  per  l'ordine
pubblico,  per la stabilit politica e per la stessa salute  fisica  e
mentale   del  popolo  americano,  a  causa  dell'arrivo  di  elementi
considerati  possibile causa di corruzione e di  sostenitori  di  idee
sovversive come il socialismo e il comunismo. Preoccupati erano  anche
i  sindacati,  perch  l'immigrazione  determinava  un  aumento  della
manodopera,  proprio  quando  la crisi economica  faceva  crescere  la
disoccupazione.  Il  Congresso vot allora due  leggi,  una  nel  1921
(Quota  Act) e una nel 1924 (National Origins Act) con cui si ponevano
limiti   assai  rigidi  all'immigrazione,  in  particolare  a   quella
proveniente dall'Europa centrale, orientale e meridionale.
     La  legge  contro la fabbricazione, la vendita, l'importazione  e
il  trasporto  di  bevande alcoliche venne votata  nel  1919  e  messa
successivamente  in  atto dall'amministrazione  repubblicana  con  una
serie  di  provvedimenti legislativi e amministrativi.  Lo  scopo  era
quello  di  moralizzare  la vita pubblica,  eliminando  un  vizio  che
specialmente  la mentalit conservatrice e puritana considerava  causa
di  decadimento sia fisico che morale. Il proibizionismo,  in  realt,
caus  pi  problemi  di  quanti riusc a risolverne.  Il  consumo  di
bevande   alcoliche,   invece  di  diminuire,   aument,   grazie   al
contrabbando, alla corruzione
     
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     delle  autorit,  a inganni e frodi di ogni tipo,  e  attorno  ad
esso si form un enorme giro di affari, che cadde ben presto sotto  il
controllo della criminalit organizzata. Constatato il suo fallimento,
la legge fu abolita nel 1933.
     La   difesa  dell'integrit  e  della  supremazia  dei  caratteri
originari  della societ americana era l'obiettivo del Ku  Klux  Klan,
un'organizzazione  segreta,  fondata nel  1867  nel  Tennessee  da  ex
secessionisti degli stati meridionali allo scopo di difendere i valori
tradizionali del Sud, dichiarata fuori legge nel 1869 e rifondata  nel
1915 in Georgia. La sua attivit consisteva in azioni intimidatorie  e
in  vere  e  proprie  campagne di violenza ai danni  di  neri,  ebrei,
immigrati  europei  e  asiatici  e intellettuali  sospettati  di  idee
sovversive. Verso la met degli anni Venti, con pi di quattro milioni
di aderenti, assunse la caratteristica di organizzazione di massa.
     L'ottimismo,    che   sul   piano   economico    si    concretava
nell'espansione  dei consumi e degli investimenti  in  borsa,  era  un
altro   aspetto  tipico  della  mentalit  collettiva,   legato   alla
prosperit  e diffuso soprattutto presso le classi sociali benestanti.
Nella  vita  quotidiana  esso si evidenziava  anche  in  una  generale
tendenza all'euforia, tanto che gli anni Venti vennero definiti  "anni
ruggenti" (roaring Twenties). Atteggiamenti ricorrenti erano la  corsa
all'acquisto  di beni che consentissero una vita pi confortevole,  la
spregiudicatezza e l'eccentricit negli atteggiamenti e nella moda, la
ricerca di varie forme di divertimento. Tra le donne, specialmente fra
quelle giovani e benestanti, si diffuse ad esempio la moda dei capelli
corti,  delle  gonne  sopra  il ginocchio e del  trucco  appariscente.
Musiche  come  il  jazz e balli come il charleston simboleggiavano  la
voglia  di  divertirsi in modo spensierato e frenetico. Il cinema  poi
(tipiche  dell'epoca erano le commedie a lieto fine), il football,  la
boxe   e   il  baseball,  con  la  creazione  di  divi,  contribuivano
notevolmente alla diffusione dei miti del denaro, del successo e della
felicit  possibili  per  tutti. Questi aspetti  caratteristici  della
societ  americana,  bench fossero espressione di  un  benessere  dal
quale   era   esclusa   una   parte   rilevante   della   popolazione,
contribuiranno a fare degli Stati Uniti un modello per molti paesi del
mondo.
